Beblade: Bebe Vio eroina di un romanzo

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Pubblicato il: 03/10/2018


bebe vio

Presentato a Torino il libro di Baccalario con Bebe

Bebe Vio, campionessa paraolimpica di scherma, è diventata una combattente in un mondo distopico: la protagonista di Beblade, il nuovo romanzo di Pierdomenico Baccalario, presentato martedì 2 ottobre al Circolo dei Lettori di Torino. L’unica data italiana di presentazione è stata un successo di pubblico e di emozioni. Luciana Littizzetto, moderatrice d’eccezione, ha incalzato subito Bebe ricordandole che a 21 anni ha messo insieme qualcosa come: due medaglie olimpiche, tre mondiali, cinque europee (giusto per citarne alcune), una cena alla Casa Bianca con Obama e qualche passerella. “Vedere la mia faccia ovunque mi mette ansia” –spiega Bebe- “E mi dà ansia, ma sto imparando a controllarmi, il fatto che la gente mi ascolti: ho scoperto di avere la possibilità di parlare di un sacco di cose che mi dicono di dire i miei genitori”. Esordisce così Bebe, con l’ironia che tutti noi abbiamo imparato a conoscere. La campionessa di Mogliano Veneto, simbolo luminoso dello sport italiano, ha un entusiasmo contagioso, la spensieratezza di chi sogna, ma la concretezza di chi sa che per arrivare lontano servono allenamento e fatica. Scambia continue battute con il papà e la mamma, seduti in prima fila, coloro che l’hanno sempre spinta a darsi da fare. “Mi dicevano: «Vuoi una cosa? Quella è la porta: esci e vai a prendertela». A cinque anni ho iniziato a fare scherma, il guaio è stato quando mi hanno detto che non potevo più farla; così papà, con l’aiuto di altre persone, mi ha inventato la protesi –anche se lui fa tutt’altro- e adesso noi tre, Loredana, Andrea ed io, spacchiamo. Per svegliarsi fuori, come diciamo noi in Veneto, non serve passare attraverso la malattia, anzi: per gli altri è ancora più fattibile”.

 

Beblade: Bebe Vio eroina di un mondo distopico

Da ogni parola di Bebe traspare un’energia ispiratrice: non c’è da stupirsi che Baccalario l’abbia scelta come protagonista di Beblade. “Eravamo a cena e, chiacchierando, è venuta fuori l’idea di fare di Bebe un’eroina perché ogni cosa che dice, detta da lei, acquista valore”, spiega l’autore. “Non ho dovuto inventare un personaggio, ma rispettare quello che già esiste”. Quella che è venuta fuori è stata una grande storia di avventura, per tutti, ma consigliata per lettori attorno ai dieci anni. La trama, molto cinematografica, inizia con Mia, una ragazzina che sale su un grattacielo di una città non specificata, dopo una sfida lanciata sui social. Partono in due, lei e Jack, ma in cima arriva solo Mia, testarda. Sul tetto incontra un uomo misterioso che le porge un biglietto da visita con un numero di telefono. Quando Mia chiama quel numero inizia l’avventura: una battaglia tra Cacciatori e Prede, un gioco spietato a cui si dice che solo Beblade possa opporsi. Dentro il romanzo di formazione c’è tutto: i nostri ragazzi, i social, il gruppo e i problemi di tutti i giorni.

 

Art4sport Onlus, l’associazione che ha ispirato Beblade

Art4sport Onlus è l’associazione fondata dai genitori di Bebe Vio dopo la meningite che, a undici anni, le ha portato via braccia e gambe. Nata per aiutare i ragazzi con amputazioni a godere della bellezza della vita attraverso lo sport, ha al suo interno l’Art4sport Team di cui Bebe e le sue compagne fanno parte e che, con le loro imprese, hanno ispirato Beblade.