Sindrome del tunnel carpale: di cosa si tratta?

SALUTE

Pubblicato il: 28/05/2019


Sintomi e rimedi del tunnel carpale

Un formicolio alla mano che si fa sempre più insistente e la sensibilità alle dita che si riduce. Ecco i sintomi più caratteristici della sindrome del tunnel carpale, un disturbo molto frequente causato dalla compressione del nervo del polso che, si stima, coinvolge una persona su tre, tra i trenta e i cinquanta anni. Continua a leggere per approfondire!

Che cos’è la sindrome del tunnel carpale?

La sindrome del tunnel carpale corrisponde a una serie di sintomi, che compaiono soprattutto di notte, legati alla compressione e alla sofferenza del nervo mediano e al suo passaggio a livello del polso. Il disturbo si manifesta quando il canale carpale, entro cui il nervo mediano scorre verso la mano, diventa troppo piccolo per il nervo stesso. La compressione può portare anche alla comparsa di deficit di sensibilità, cui si aggiungono sensazioni di scossa che possono irradiarsi a tutto l’avambraccio.

Quali sono le cause del tunnel carpale?

I fattori che concorrono a provocare la sindrome del tunnel carpale sono tanti. Negli ultimi anni spesso si pensa che la colpa sia nell’uso del mouse del computer. Ma non è esattamente così: lo strumento può essere l’elemento scatenante, ma non la causa. La sindrome del tunnel carpale, infatti, risiede nell’uso scorretto e ripetuto della mano per anni. Ne soffrono persone anche molto diverse tra di loro, per professione ed età.

Come si cura

Negli stadi iniziali si può tentare con un trattamento di tipo conservativo, attraverso terapie fisiche e l’utilizzo di un tutore notturno per evitare la flessione del polso e diminuire la pressione sul nervo. Nei casi in cui la sofferenza è più marcata, si procede con l’elettromiografia, un esame che valuta lo stato di salute di muscoli e dei nervi identificando anche se la trasmissione dei segnali avviene nel modo giusto. Quando la sintomatologia è conclamata, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico che può avvenire anche in endoscopia), seguito da una buona riabilitazione.

 

 

 

 

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